colpolStamani noi Studenti contro il nuovo ISEE Firenze abbiamo occupato uno stabile costruito con soldi pubblici e lasciato vuoto per anni, in via del Ponte di Mezzo a Novoli. Siamo un gruppo di studenti che hanno perso la borsa di studio e il posto alloggio nelle residenze universitarie a causa del nuovo calcolo ISEE.

L’alternativa per noi è smettere di studiare oppure lottare per i nostri diritti.

Abbiamo occupato perché era l’unico modo per chiedere una trattativa con il DSU Toscana, l’Università di Firenze e la Regione Toscana. Siamo disposti a uscire solo quando le istituzioni si faranno davvero carico di garantire il diritto allo studio a tutti e tutte, mettendo a disposizione le risorse necessarie e fornendoci una sistemazione abitativa dignitosa.

Nelle settimane in cui ci siamo mobilitati abbiamo sempre trovato interlocutori ambigui senza alcun interesse ad avviare una dialettica con noi o semplicemente a provare a comprendere la natura del problema, persone che hanno minimizzato, giocando allo scarica barile con le responsabilità di questa situazione.

Le istituzioni hanno usato la solita scusa per non assumersi le proprie responsabilità: per il diritto allo studio e alla casa non ci sono risorse. Eppure la storia dell’edificio che abbiamo occupato dimostra il contrario.

Come ha scritto ilfattoquotidiano.it: “Il 19 gennaio 2010 l’Asl acquista la palazzina al prezzo di oltre 4 milioni di euro, prezzo ben superiore a quello di mercato, dalla società immobiliare New Abitare, che non ne era ancora proprietaria e che la comprò il giorno dopo (a un prezzo 3 volte inferiore) dalla Alfa Toscana Immobiliare. Si trattò di una compravendita avvenuta in sole 24 ore, costata all’Asl di Firenze una minusvalenza di 3 milioni di euro.”

Lo stabile da allora non è mai stato utilizzato, nonostante sia in perfette condizioni con infissi, sanitari, condizionatori e pannelli solari ancora imballati. Un vero e proprio insulto a chi vive il disagio abitativo e a tutti quelli che in periodo di crisi e austerity subiscono il taglio sistematico dei servizi pubblici. Le case – come le risorse – ci sono: quella che manca è la volontà politica di utilizzarle a scopi sociali.

In questa lotta non siamo soli: ieri eravamo in piazza insieme ai lavoratori della scuola, agli studenti medi ed alle famiglie occupanti del Movimento di Lotta per la Casa. Le stesse persone che ci hanno sostenuto e dimostrato solidarietà oggi, mentre resistevamo al tentativo di sgombero da parte della polizia salendo sul tetto.

Per martedì 17 novembre abbiamo ottenuto il tavolo di trattativa che abbiamo richiesto, ma non abbiamo alcuna garanzia circa l’esito e le proposte delle istituzioni, né circa il luogo e l’orario.

Ribadiamo che non ce ne andremo finché non otterremo risposte concrete e, nel frattempo, lavoreremo per aprire e restituire alla collettività questo spazio finora abbandonato. Staremo a vedere nei prossimi giorni se la politica non preferirà l’intervento militare, con l’unico effetto di riconsegnare uno spazio pubblico all’abbandono.

INVITIAMO TUTTI E TUTTE A PASSARE A TROVARCI: VICINI, GENTE DEL QUARTIERE, STUDENTI E SOLIDALI!

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Via Ponte di Mezzo 27