Nel pomeriggio e nella serata del 25 aprile in piazza S.Spirito a Firenze una grande folla di persone ha partecipato alla giornata organizzata da Firenze Antifascista. Poco prima della partenza della manifestazione sono arrivati in piazza un centinaio di studenti medi partiti in corteo da Piazza San Marco. Dopo un intervento sotto il monumento a Potente il corteo si è mosso in direzione di Piazza Tasso. Quasi duemila persone vi hanno preso parte. Dopo la sosta al cippo dei Partigiani caduti e davanti al murales dedicato a Bollo dove i suoi compagni e le sue compagne gli hanno reso omaggio con slogan e fumogeni il corteo si è fermato in Borgo S. Frediano dove quasi due mesi fa fu ucciso Riccardo Magherini.
Ad attendere il corteo, sotto un mazzo di fiori e la foto di Riccardo, c’erano gli amici e il fratello. È stato proprio il fratello a prendere in mano il microfono e parlare dalle casse montate sul furgone che apriva il corteo. Parole importanti e anche pesanti. Andrea Magherini ha detto che suo fratello è stato ucciso due volte, una per strada la notte tra il 2 e il 3 marzo e l’altra adesso, mentre cercano di infangare la sua vita e la sua memoria. Come già accaduto in altri casi infatti stanno cercando di denigrarlo, di screditarlo, di descriverlo per quello che non era cercando di giustificare l’operato dei Carabinieri che intervennero in quella serata. Il fratello di Riccardo ha proseguito dicendo che iniziano a farsi avanti nuovi testimoni e guardando alle finestre che si affacciano sulla quella via ha detto che però potrebbero essere molti di più coloro che hanno visto o che hanno filmato l’accaduto invitandoli a farsi avanti ed avere il coraggio di parlare. Proprio su questo si è soffermato: per farsi avanti ci vuole coraggio, per portare avanti questa battaglia ci vuole coraggio poiché quando accadono fatti come quello che hanno portato alla morte del fratello troppo spesso dominano l’omertà e la paura perchè i responsabili indossano una divisa. Ha concluso rivolgendosi al corteo, dicendo che loro sono pronti ad andare fino in fondo ma che non possono farlo da soli, lanciando un appello affinché tutti si sentissero coinvolti in questa vicenda e si assumessero la responsabilità di sostenere lui e gli amici di Riccardo nella battaglia per “la verità e la giustizia”. Quando ha lasciato il microfono è seguito un lungo applauso. A quel punto ad intervenire è stato un compagno di Firenze Antifascista: “di morti come quella di Riccardo ce ne sono state tante, troppe. Uva, Cucchi, Aldrovrandi, Lonzi e potremmo proseguire citandone molti altri. Ogni volta abbiamo assistito alla messa in scena dello stesso copione e ogni volta il messaggio che ne usciva era quello dell’impunità. In questo caso degli uomini in divisa, ma più in generale è un copione che si ripete quando i responsabili di morti e omicidi sono padroni e fascisti. Ci riferiamo a quanto accade ogni giorno con le morti sul lavoro, alle stragi di Stato. Anche se guardiamo a Firenze vediamo come gli esempi non manchino e Riccardo si aggiunge ai due ragazzi morti a poco tempo l’uno dall’altro nelle celle della Questura, ai pestaggi della squadretta della Polizia Municipale voluta da Renzi contro i venditori ambulanti, all’omicidio si Samb e Diop per mano del fascista Casseri. Tutti casi in cui le inchieste aperte dalla Procura sono finite in un niente di fatto, insabbiate e chiuse. Siamo coscienti che la giustizia, quella vera, non potrà essere un’aula di tribunale a darcela ma solo la nostra capacità di organizzarci e lottare per costruire una società altra, senza disuguaglianze e sfruttamento, ma allo stesso tempo pensiamo sia essenziale sostenere la battaglia della famiglia di Riccardo e di tutti i suoi amici perchè si riesca ad arrivare fino in fondo, ad appurare la verità e guardare in faccia gli assassini di Riccardo”.
A quel punto il corteo è ripartito e fatto ritorno in Piazza Santo Spirito, tra qualche goccia di pioggia, è iniziato il concerto degli Ivanoska e della Malasuerte fi-sud che hanno suonato davanti a centinaia di persone fin dopo la mezzanotte quando la giornata si è chiusa sulle note di Bella Ciao. 
Un bilancio della giornata che non può che essere positivo non solo in termini quantitativa ma anche qualitativi, per il modo in cui la giornata è stata costruita nelle settimane precedenti, per il dibattito che ha messo in moto, per il protagonismo di forze sempre più giovani e fresche e un chiaro segnale ai fascisti che a Firenze come in altre città, sostenuti dalle stesse istituzioni democratiche e protetti dalle forze di polizia, stanno cercando di rialzare la testa.
Firenze Antifascista
Alcuni video del corteo antifascista
Il saluto a Bollo in Piazza Tasso