Ebbene sì, se per essere creduta e credibile come vittima di uno stupro non bastano referti medici, psichiatrici, mille testimonianze oltre alla tua, le prove del dna, ma conta solo il numero di persone con cui sei andata a letto prima che succedesse, o che tipo di biancheria porti, se usi i tacchi, se hai mai baciato una ragazza, se giri film o fai teatro, se hai fatto della body art, se non sei un tipo casa e chiesa e non ti periti di scendere in piazza e lottare per i tuoi diritti, se insomma sei una donna non conforme, non puoi essere creduta.” (dalla lettera della ragazza)

Arriva come un tuono la sentenza del Tribunale di Firenze per lo stupro del 2008 alla Fortezza da Basso, accusa per la quale sei ragazzi sono stati assolti in appello, smentendo così la sentenza di primo grado che li aveva condannati. A detta dei giudici il fatto è “increscioso”, ma “penalmente non censurabile”. E siamo alle solite: “fu un momento di debolezza della ragazza”! Quindi se sei sessualmente disinibita/o, se hai uno stile di vita che poco assomiglia ai dettami biblici, se indossi la minigonna… Te la sei cercata e così impari a dimostrarti “disponibile!  Se poi reagisci alla violenza, la denunci e lotti contro di essa, allora proprio non puoi aver ragione. Le parole della giustizia che assolve chi violenta sono complici dello stupro subìto in primis da una giovane donna, ma anche dalla società nella sua interezza. Ebbene sì, ad essere violentata non é solo una donna, non un solo genere, é invece la società tutta che si ritrova un sistema di giustizia ingessato dalla cultura che lo ha prodotto e che continua a tenerlo in vita. Un sistema capitalista e patriarcale dove a fatica si trova spazio per l’emancipazione, di ogni sorta. Dare motivazioni (moraliste e bigotte) per giustificare una violenza é inaccettabile. Inaccettabile come lo stato di cose attuale che produce questi mostri e questi scempi. Per questo siamo al fianco di chi non si arrende al ruolo di vittima, ma che con le unghie, i denti e i pugni chiusi si oppone ad un sistema che impone vittime, carcerati e carcerieri. Contro il patriarcato lottiamo unitamente per l’emancipazione della classe e dei generi!
Di seguito la lettera scritta dalla ragazza della Fortezza da Basso

Collettivo Politico di Scienze Politiche

Per leggere la notizia: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/21/stupro-di-gruppo-a-firenze-tutti-assolti-ragazza-giudicata-io-non-violenza/1893590/