ALESSIO, LOMAZ E ANTONIO LIBERI SUBITO!
LA LOTTA È L’UNICA VIA… SOLIDARIETÀ!

colpol
Ancora una giornata di “ordinaria” repressione a Bologna: dopo le cariche della settimana scorsa, anche ieri la polizia ha vigliaccamente caricato gli studenti e le studentesse che reclamavano un prezzo accessibile per la mensa universitaria che è la più cara d’Italia. La nostra solidarietà va tutta a chi ha resistito alla violenza della polizia, ai numerosi studenti feriti ed ai cinque compagni arrestati che vogliamo vedere subito liberi.

Negli ultimi due anni, gli studenti bolognesi sono riusciti – con la lotta ed a suon di autoriduzioni – a riconquistare un pezzo di #DirittoAlloStudio sottratto loro a vantaggio degli utili di ELIOR (multinazionale già tristemente nota per la gestione non solo della mensa universitaria ma anche dei pasti nel ex-CIE di Bologna, moderno lager per migranti “illegali”). La risposta delle istituzioni universitarie e dell’azienda per il diritto allo studio è stata quella che ci si poteva aspettare: schierarsi a difesa dei profitti privati e delegare alla questura la repressione di istanze e pratiche legittime. Nel silenzio politico delle istituzioni la questura ha occupato militarmente la zona universitaria durante l’ultima settimana, cercando inutilmente di soffocare le proteste.

Come Collettivo Politico di Scienze Politiche, siamo vicini e solidali con la lotta degli studenti e delle studentesse bolognesi per il diritto allo studio, contro la #repressione e contro la #militarizzazione degli atenei, perché i diritti non si meritano ma si conquistano! Perché siamo dalla stessa parte della barricata quando combattiamo quotidianamente contro l’università-azienda basata sul sapere ideologico, sulla selezione di classe e sulla #meritocrazia come palestra di precarietà. Quello che vogliamo è un’università libera, critica, gratuita ed aperta a tutt*.

Ma i fatti di ieri testimoniano una chiusura autoritaria e repressiva degli spazi di dissenso che è sempre più palese. Lo abbiamo visto anche qui a Firenze con le cariche sul corteo studentesco ordinate dal capo della Digos Pifferi, ma anche con le denunce recapitate agli studenti contro il nuovo ISEE, con i numerosi processi a carico degli antifascisti fiorentini o con il maxi processo che arriverà a sentenza il prossimo 18 novembre e che vede imputati ben 86 compagn* per le lotte politiche e sociali in città.

I capitalisti cercano di scaricare la propria crisi economica sui lavoratori, “rottamano” i diritti e le tutele mediante il Jobs Act ed i licenziamenti facili, limitano il diritto di sciopero e la rappresentanza sindacale, tagliano servizi e spesa sociale, piegano scuola ed università alle proprie esigenze di profitto, mentre alimentano le guerre per rapinare ricchezze e mercati esteri. Di fronte a questa devastazione e saccheggio delle nostre vite non accettano opposizioni e sono disposti anche ad uccidere, come nel caso di Abd Elsalam, operaio ucciso a Piacenza durante uno sciopero. Non contenti vorrebbero cambiare la costituzione per facilitarsi il lavoro: efficienza e “governabilità” per approvare più velocemente le loro controriforme e per escludere dalla rappresentanza e reprimere chi si oppone.

Per questo è importante rispondere ad episodi come quello di oggi con la solidarietà e con la lotta: nelle scuole ed università per un’istruzione senza presidi-sceriffi o sbirri in facoltà; sui luoghi di lavoro contro ogni forma di precarietà e sfruttamento; di fronte ai tribunali per non lasciare soli i compagni e le compagne colpite dalla repressione; fino alla battaglia politica per il NO al referendum costituzionale, al governo Renzi e ad un futuro di precarietà, guerra e sfruttamento.

Collettivo Politico * Scienze Politiche