Decreto di sicurezza o stato di polizia?

Giovedì 8 novembre ore 14.00 in edificio D5, aula 0.01 al Polo di Novoli

DECRETO SICUREZZA O STATO DI POLIZIA?

Il Decreto Sicurezza è una delle prime mosse dell’attuale governo giallo-verde che, seguendo la falsariga dell’emergenza securitaria innescata già dai precedenti governi, attua una serie di provvedimenti di limitazione delle libertà, indirizzati a colpire sempre i soliti “indesiderati”.
Ne parliamo con:

• Emilio Santoro, professore ordinario di Sociologia e Filosofia del diritto presso la Scuola di Giurisprudenza dell’Università di Firenze

• Paolo Conte, giurista e compagno della Mensa Occupata di Napoli

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SICUREZZA O STATO DI POLIZIA?

Il 24 settembre 2018 è stato approvato all’unanimità dal Consiglio dei Ministri il “Decreto sicurezza e immigrazione” che, con la scusa della finta emergenza securitaria, introduce dei provvedimenti securitari e repressivi. I predecessori Minniti e Orlando con il loro decreto emanato meno di due anni fa hanno reso il lavoro molto più agile al nuovo Ministro degli Interni, Salvini, colpendo con misure repressive ingiustificate “gli indesiderati”. Infatti, i soggetti di questi provvedimenti sono sempre gli stessi: migranti, movimenti sociali, occupanti, senza tetto, puniti per le loro condizioni materiali evidentemente precarie.

Il decreto infatti colpisce gli occupanti, aumentando la pena da 1 a 2 anni a 2 a 4 anni di reclusione e aumentando anche la pena pecuniaria fino a 2064 euro. Colpisce i manifestanti, che nel caso in cui blocchino o ingombrino una strada saranno puniti con la reclusione da 1 a 6 anni. In più si estende l’attuazione del Daspo urbano e si armano le forze dell’ordine con i Taser, pistole che rilasciano scariche elettriche, pericolosissime per tutti: negli USA ci sono stati più di mille morti negli ultimi 15 anni. Firenze, governata da un sindaco sempre in prima linea nell’attuazione di provvedimenti repressivi, è stata la prima città ad usare il Taser. Colpisce i richiedenti asilo, per cui è raddoppiata, da 90 a 180 giorni, la durata massima della detenzione nei CPR (Centri Permanenza e Rimpatrio) tristemente noti per la mancanza del rispetto dei diritti fondamentali. Viene eliminata la protezione umanitaria, che si trattava di una protezione legata alle condizioni personali e di salute del richiedente piuttosto che al luogo di provenienza. Inoltre, una semplice denuncia a carico del richiedente deve essere segnalata alla commissione territoriale e può essere motivo di espulsione per quest’ultimo.

Nonostante i reati siano in calo da anni, abbiamo nuovamente un governo che utilizza l’insicurezza e la guerra tra poveri come armi per dividere i lavoratori, mentre reprime chi osa criticare e alzare la testa. Inoltre, l’attacco rivolto alle fasce più disagiate della cittadinanza non si è mai fermato e viene portato avanti attraverso anche l’introduzione di questi dispositivi amministrativi punitivi che sapientemente coordinati con quelli già da tempo esistenti, restringono ulteriormente gli spazi già ristretti delle libertà costituzionalmente garantite. E’ più facile allontanare il “degrado” di un senza tetto, piuttosto che risolvere l’emergenza delle case per tutti; rendere impossibile l’ottenimento del permesso di soggiorno di un migrante, piuttosto che smettere di portare guerra e povertà negli altri paesi; è più facile spostare il “degrado”, che risolvere le sue cause economiche e sociali. Ed ecco che l’inasprimento di controllo e repressione diventa vero e proprio metodo di governo, qualunque esso sia.

Perciò, ribadiamo la nostra contrarietà a questo governo e alle sue politiche razziste e repressive, invitando tutti e tutte a partecipare all’iniziativa di approfondimento sul Decreto Sicurezza di giovedì 8 novembre alle ore 14.00 nell’edificio D5 del Polo di Novoli con Emilio Santoro, professore di diritto dell’Università di Firenze, e Paolo Conte, giurista e compagno della Mensa Occupata di Napoli.

LA VERA SICUREZZA E’ CASA, LAVORO, SANITA’ E ISTRUZIONE PER TUTTI E TUTTE!

Collettivo Politico * Scienze Politiche