Contro l`UE della precarietà! Presidio davanti al D/4!

In occasione del festival d’Europa, il nostro Ateneo insieme alla D.I.R. (Deutsch-Italianische Rechswissenschaftler e.V.) ha organizzato per il 9 maggio,una conferenza del dottor Stefano Nardelli, Senior Economist della Banca Centrale Europea, sul tema “La politica monetaria della Banca centrale Europea: strategia e strumenti”.

Giovedì 9 maggio, saremo dalle 12:00 davanti al d-4, per ribadire il nostro dissenso verso questa Unione europea e le politiche neoliberiste che da decenni porta avanti, producendo solo precarietà, smantellamento del welfare state e macellerie sociali!
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Di seguito un nostro contributo:

Per decenni, la narrazione mainstream ha presentato l’Unione Europea come un sistema necessario per il processo di pace e di integrazione tra gli Stati membri. La recente crisi economica del 2008/2009 ha però rivelato il vero volto dell’Unione Europea: un meccanismo di ristrutturazione del capitale in chiave neoliberista finalizzato a competere con i colossi internazionali dal punto di vista economico e imperialista. Ciò ha acutizzato e ampliato la forte discrepanza tra un centro – ricco di opportunità, verso cui emigra la forza lavoro europea e non solo più o meno qualificata – e una stagnante periferia.
Dai riformisti alla destra, passando per i socialdemocratici, l’élite dell’Unione europea ha portato avanti politiche a favore di banche e grandi imprese, imponendo soprattutto ai paesi periferici (i cosiddetti “Pigs” – Portogallo, Italia, Grecia, Spagna) un taglio drastico del bilancio sociale e del welfare state e con ciò lo smantellamento dei diritti dei lavoratori e un notevole abbassamento dell’attenzione rispetto ai problemi ambientali.

É esemplificativo ciò che la Grecia ha subito negli ultimi 10 anni dopo il default: il “piano di aiuti” targato Troika altro non è stato che un’imposizione dietro ricatto di politiche neoliberiste “lacrime e sangue”. E, mentre Tsipras rimette la cravatta e festeggia la “ritirata” di Bce, Fmi e Commissione europea dal Paese, il popolo greco si ritrova ad affrontare un’emergenza sociale senza precedenti.

In questo contesto, le Università europee ed italiane non fanno altro che assolvere al loro compito di riproduzione ideologica finalizzata alla costruzione di una “coscienza europea” e della generazione Erasmus: una coscienza acritica, che se da un lato si entusiasma per un’Europa senza frontiere, dall’altro non si rende conto che ci vengono tolti diritti sociali fondamentali, e che dietro questo tipo di retorica,altro non si cela se non la drammatica realtà dei working poor, ossia circa 2 milioni di under 35 che, nonostante risultino occupati, vivono sotto la soglia di povertà e non riescono a condurre una vita dignitosa.

CONTRO L’UE DELLE BANCHE E DEI PADRONI, DELLE PRIVATIZZAZIONI E DELLA PRECARIETA’!

Collettivo politico*scienze politiche -Firenze-